Nell’esaminare potenziali fornitori, valutare se siano specializzati nella produzione su larga scala (attività OEM), nella realizzazione di prodotti sotto marchi diversi (lavorazioni per conto terzi/marchio privato) o nella fabbricazione di componenti specializzati. I fornitori che controllano la maggior parte delle fasi produttive tendono a gestire meglio i progetti OEM, mentre le aziende focalizzate sul design ottengono generalmente risultati migliori negli accordi di marchio privato. Per le imprese che necessitano di componenti particolarmente tecnici, come quelli che includono parti mobili di precisione o sofisticate custodie in ceramica, l’approvvigionamento di componenti rappresenta la soluzione più adeguata. Studi di settore indicano che, quando le aziende stringono partnership con fornitori le cui competenze non corrispondono alle proprie esigenze, circa il 37% di tali collaborazioni fallisce. È quindi fondamentale garantire un allineamento accurato delle capacità.
Quando si valuta realmente quanto sia flessibile la produzione, occorre verificare innanzitutto tre aspetti fondamentali. In che misura è possibile modificare le quantità minime d’ordine al crescere del volume d’affari? Qual è il loro track record nell’aumentare rapidamente la produzione in occasione del lancio di nuove linee di prodotto? E mantengono scorte sufficienti di ricambi per componenti difficili da reperire, come il vetro zaffiro o meccanismi interni speciali? Anche i dati numerici raccontano una storia. Secondo una ricerca condotta lo scorso anno dall’Istituto Ponemon, i fornitori incapaci di superare il 120% della produzione normale nei periodi di maggiore attività potrebbero perdere circa 740.000 dollari di ricavi soltanto durante la stagione natalizia. Per quanto riguarda le forniture critiche, non accontentatevi di dichiarazioni verbali: chiedete di visionare piani scritti effettivi che illustrino le azioni previste in caso di problemi, e non solo promesse formulate durante incontri informali.
Nella selezione dei fornitori, dare la preferenza a quelli in possesso delle certificazioni ISO 9001 o IATF 16949, poiché questi standard dimostrano effettivamente un impegno concreto verso sistemi di gestione della qualità. Il processo produttivo deve prevedere controlli qualità documentati in diversi punti critici, tra cui l’assemblaggio del movimento, l’allineamento corretto della lunetta, le rifiniture della cassa e quel fondamentale test finale di resistenza all’acqua. È inoltre necessario che i tassi di difettosità dichiarati siano supportati da audit condotti da terze parti. Per i componenti di precisione, in particolare, adottiamo un Livello di Qualità Accettabile (AQL) non superiore all’1,2%, il che significa individuare al massimo circa 12 difetti ogni mille pezzi prodotti. Gli orologi di lusso non possono assolutamente tollerare standard inferiori a questo. Qualsiasi fornitore incapace di fornire registri storici verificati dei tassi di difettosità viene automaticamente escluso.
Fate attenzione ai fornitori che vantano di disporre di un «controllo qualità completo in-house», ma che in realtà inviano parti critiche della produzione ad altri soggetti senza che nessuno verifichi ciò che accade. Considerate, ad esempio, la stampa dei quadranti, la forgiatura dei bracciali o quegli interventi di precisione sugli scappamenti che garantiscono il corretto funzionamento degli orologi. Quando queste operazioni avvengono al di fuori del controllo diretto dell’azienda principale, si creano gravi lacune nella qualità del prodotto. I componenti arrivano semplicemente alla fine della linea di montaggio, il che significa che gli orologiai non possono essere certi che rispettino tutti i requisiti di standard. Chiedete a qualsiasi acquirente serio di ottenere i nomi di tutti i subfornitori coinvolti e di verificare quali controlli qualità essi effettuino realmente. Cercate informazioni come la data dell’ultima taratura delle apparecchiature, le modalità di formazione del personale, oppure anche sintesi di relazioni redatte da auditor esterni. Se non esiste una tracciabilità documentale che dimostri un monitoraggio adeguato di tali subfornitori, questo costituisce un campanello d’allarme degno di attenzione. Secondo alcune fonti interne del settore, circa due terzi dei problemi riscontrati lo scorso anno su orologi di fascia media in garanzia erano riconducibili a una scarsa supervisione del lavoro esternalizzato.
I termini del contratto richiedono un'attenta revisione per proteggere la reputazione del marchio e garantire il regolare funzionamento delle operazioni. Le modalità di pagamento devono basarsi su indicatori concreti di avanzamento del progetto, anziché semplicemente sulla data di arrivo delle merci. Assicurarsi che gli impegni in materia di consegna siano allineati ai piani di marketing e ai tempi operativi aziendali. I diritti di proprietà su elementi quali stampi, design speciali ed elementi del marchio devono essere chiaramente definiti fin dal primo giorno, per evitare successivi conflitti in materia di proprietà intellettuale. Anche il controllo qualità riveste grande importanza: è pertanto necessario prevedere conseguenze qualora i prodotti non rispettino gli standard richiesti, in particolare per quanto riguarda la loro mobilità, la finitura superficiale e la resistenza all’esposizione all’acqua. Il contratto deve inoltre disciplinare le eventuali problematiche riscontrate dai fornitori, come carenze di materiale, mancato rispetto della normativa o imprevisti di natura internazionale. Nel caso di accordi transfrontalieri, verificare che tali accordi siano effettivamente esecutivi nelle diverse giurisdizioni e che siano conformi alle regole del commercio mondiale nonché alle normative locali in materia di importazione.
La prevedibilità delle consegne fa tutta la differenza quando si tratta di gestire le operazioni in modo affidabile. L’analisi dei fornitori di orologi di fascia media nel 2023 ha evidenziato un divario di circa 11 giorni tra le date di consegna promesse e quelle effettivamente rispettate. Questo tipo di inconsistenza compromette seriamente la pianificazione delle scorte e mette a rischio quei fondamentali lanci stagionali di prodotti. Nella negoziazione dei contratti, assicurarsi di richiedere registri delle spedizioni relativi ad almeno dodici mesi prima di finalizzare qualsiasi accordo. Tali registri devono distinguere le diverse collezioni di orologi e le varie dimensioni degli ordini. Includere inoltre clausole penali per ritardi ricorrenti, ad esempio applicando una penalità pari allo 0,5% del valore totale di ciascun ordine per ogni giorno di ritardo rispetto alla tempistica concordata. Non dimenticare, infine, di richiedere aggiornamenti periodici: quattro volte all’anno sarebbe un buon intervallo, per individuare con regolarità i punti critici che emergono nella produzione. Secondo una ricerca condotta lo scorso anno dal Consorzio di Orolgia, le aziende che hanno inserito tali garanzie sulle consegne nei propri contratti hanno registrato una riduzione delle carenze di stock pari a circa il 37%.
Per proteggere le vostre creazioni, istituire solide protezioni della proprietà intellettuale che funzionino effettivamente nella pratica. Prima di consegnare qualsiasi specifica tecnica, richiedete rigorosamente la firma di accordi di riservatezza (NDA) autenticati da testimone e notarili, che coprano ogni aspetto, dai disegni dei movimenti alla costruzione delle casse fino a quei particolari meccanismi che rendono unici gli orologi. Tutti gli stampi, gli utensili e i dispositivi speciali devono rimanere in ogni momento di vostra esclusiva proprietà. Conservateli in strutture doganali autorizzate, dove l’accesso richiede due chiavi distinte e ogni ingresso viene registrato tramite scansione delle impronte digitali. Mantenete il pieno controllo sui disegni CAD originali, sui modelli 3D e sui disegni brevettati registrati. Nessun altro può copiarli, modificarli o svilupparne varianti senza aver ottenuto preventivamente un’autorizzazione scritta. Gli orologiai che trascurano di includere clausole esplicite sulla proprietà degli stampi tendono ad affrontare problemi piuttosto rapidamente. Secondo rapporti del settore, quasi sette marchi su dieci hanno visto i propri design copiati illegalmente entro soli due anni, qualora non avessero specificato chiaramente la proprietà degli stampi. E non dimenticate neppure i controlli periodici: coinvolgete esperti esterni ogni tre mesi per revisioni approfondite della proprietà intellettuale, condotte congiuntamente da avvocati e ingegneri. Questo non è un optional, ma un requisito fondamentale per le aziende serie intenzionate a tutelare ciò che rende unici i propri prodotti.
OEM sta per Original Equipment Manufacturer (produttore di equipaggiamenti originali). Si riferisce a aziende che producono beni che vengono successivamente rivenduti con un marchio diverso da parte di un'altra azienda. Nel settore degli orologi, i fornitori OEM gestiscono intere serie produttive, rendendoli adatti alle imprese che necessitano di una produzione completa di orologi.
La scalabilità è fondamentale, poiché determina la capacità di un fornitore di gestire le variazioni della domanda, in particolare durante i periodi di picco stagionale o al lancio di nuove collezioni. Un fornitore scalabile è in grado di adeguare efficacemente i volumi produttivi senza compromettere la qualità.
Un fornitore affidabile di orologi dovrebbe possedere certificazioni quali ISO 9001 o IATF 16949, che attestano sistemi di gestione della qualità solidi e un impegno costante nel mantenere elevati standard produttivi.
Per proteggere la vostra proprietà intellettuale, adottate accordi di riservatezza (NDA) applicabili, mantenete la proprietà degli stampi e degli utensili e assicuratevi i diritti sulle vostre progettazioni. Effettuate regolarmente revisioni della proprietà intellettuale con esperti legali e ingegneristici per garantire che le misure di protezione siano effettivamente applicate.